8 Febbraio 2010

Tirocini formativi: in pista i consulenti del lavoro

Chiamatelo stage, tirocinio formativo, avvicinamento al lavoro o come volete, si tratta sempre di un periodo di conoscenza diretta del mondo del lavoro effettuato attraverso l’inserimento in azienda. Fermi, già lo so quel’è la prima obiezione. Molti diranno che in realtà è solo un periodo di lavoro pagato poco (o niente). Risposta. E che cambia?

Il tirocinio resta sempre una fase di pre-lavoro in cui le parti sono disposte di fatto a conoscersi sul campo e che, nella maggior parte dei casi, è propedeutica alla stipulazione di un vero contratto di lavoro, anche con contenuti formativi (apprendistato).

In nessun caso il tirocinio può essere assimilato ad un rapporto di lavoro e, dunque, non è prevista alcuna retribuzione per il tirocinante. È consentito, tuttavia, all’azienda ospitante corrispondere al tirocinante un rimborso per spese sostenute, quali trasporto, pasti, ecc. In tale caso le somme corrisposte al tirocinante sono soggette alle ritenute fiscali previste dalla legge.

La disciplina normativa è ormai datata (1997) ma l’occasione di riparlarne è fornita dal rilancio dell’istituto fatto dai Consulenti del Lavoro, attraverso la Fondazione per il Lavoro. L’operazione consente di snellire i passaggi burocratici saltando completamente i centri per l’impiego, che, come è noto, non brillano proprio di celere operatività.

Riepiloghiamo le principali regole:

 

Chi può essere avviato ad un tirocinio

- studenti che frequentano la scuola superiore;

- allievi degli istituti professionali o dei corsi di formazione professionale;

- soggetti in cerca di prima occupazione o disoccupati compresi quelli iscritti nelle liste

di mobilità;

- cittadini stranieri;

- soggetti portatori di handicap o con svantaggio sociale;

- studenti universitari e neolaureati.

Durata massima del Tirocinio

- non superiore a 4 mesi per studenti della scuola secondaria;

- non superiore a 6 mesi in caso di allievi di istituti professionali o di corsi di

formazione professionale;

- non superiore a 6 mesi in caso di lavoratori disoccupati compresi quelli iscritti nelle

liste di mobilità;

- non superiore a 12 mesi per studenti universitari o allievi di corsi di perfezionamento o

specializzazione post-laurea, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi;

- non superiore ai 12 mesi per persone svantaggiate;

- non superiori a 24 mesi per soggetti portatori di handicap.

Limiti numerici ai tirocini

- aziende, Enti o studi professionali con non più di 5 dipendenti a tempo indeterminato:

1 tirocinante;

- aziende, Enti o studi professionali con un numero di dipendenti a tempo indeterminato

compreso tra 6 e 19: non più di 2 tirocinanti contemporaneamente;

- aziende, Enti o studi professionali con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato:

tirocinanti in misura non superiore a 10%.

Come avviare un tirocinio

Dal 1° gennaio 2010 tutti i Consulenti del Lavoro, purchè delegati della Fondazione Lavoro, potranno attivare per i propri studi professionali o per le aziende clienti, i tirocini

comodamente seduti alla propria scrivania e con pochi semplici passaggi per via telematica. Le procedure sono molto semplici ed efficaci (personalmente testate).

 

E’ un metodo di avvicinamento al lavoro estremamente efficace e pertanto consiglio il suo utilizzo. In molti casi (non credo di essere l’unico a sentirmi dire da alcuni clienti: “Dotto’ nun era in nero era in prova, se va bene je famo er contratto” magari detto con accenti diversi a seconda che ci si trovi nel Lombardo Veneto o nel regno delle Due Sicilie) potrebbe legalizzare legittime istanze di verifiche attitudo-comportamentali da parte di imprenditori che vedono nella brevità del periodo di prova contrattuale la mortificazione del concetto stesso di valutazione della risorsa. Per i ragazzi un strumento in più da utilizzare con attenzione e disponibilità.

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21 Commenti a “Tirocini formativi: in pista i consulenti del lavoro”

  1. eugenio scrive:

    molto interessante la novità. ho però sempre paura che formule di inserimento facili sulla carta risultino rischiose e fonti di vertenze. come fare per scongiurare tali possibilità?

  2. carla scrive:

    non mi convince. insomma perchè per cominciare a lavorare devo fare tutte queste trafile, sono laureata e mi vedo offrire tirocini o cocopro, che senso ha tutto questo?

  3. stefania scrive:

    Perchè non promuovere anche nella Regione Lazio la possibilità di attivare tirocini formativi presso Ditte individuali/Liberi professionisti ancorchè privi di dipendenti a tempo indeterminato così come consentito in Emilia Romagna previo impegno scritto del titolare ad assicurare la propria presenza ed impegno formativo nell’orario di frequenza dello stagista?
    Per quale ratio a dimensioni di struttura minori si debbono accompagnare minori opportunità di inserimento ?

  4. gianni scrive:

    Gentilissimo, Le porrei un quesito:
    “Un’azienda con oltre 50 dipendenti, ha avviato Tirocini formativi per un massimo del 10%, può ospitare STAGISTI esterni, inviati da enti o altro, derogando il limite previsto del 10%?”.
    Se sarà possibile rispondere La ringrazio di cuore.

  5. Andrea Asnaghi scrive:

    Caro Paolo,
    debbo fare una premessa: credo che questa possibilità (che tu hai analizzato davvero esaurientemente) sia molto positiva ed una conquista per la nostra categoria.
    Da consulente delegato della Fondazione per ora non l’ho ancora usufruita ma mi darà la possibilità di attivare diversi rapporti.
    Inoltre, ritengo positivo - in genere e non solo in questo momento di crisi - ogni tentativo di dare mobilità e vivacità al mondo del lavoro e all’incontro domanda-offerta professionale: l’immobilismo è sempre una sconfitta ed una perdità di chances.
    Insomma, osservo in maniera non scontata e non retorica che tutto ciò è davvero molto positivo.

    Però una parte di me non riesce a non comprendere le ragioni di carla (il post n . 2): ho 30 anni (circa) e varie competenze, però non trovo mai un autobus, solo brevi passaggi da autostop (scusate l’esempio).
    Per continuare a accedere ad apprendistato e/o al contratto di inserimento devo comunqe rispettare dei limiti percentuali di qualificazione/conferma, che mi sembra non ci siano nel tirocinio.

    Così il tirocinio diventa in alcuni casi anche noti ed evidenti la modalità pretestuosa di utilizzo di manodopera a basso costo, con tante promesse e poi un po’ di mosche in mano.

    Insomma, quanti utilizzano intelligentemente e quanti invece sfruttano (brutto termine, ma per intenderci …) il tirocinio ?
    E visto ciò che ha dato lo spunto a queste riflessioni, la (indiscutibile) caratura professionale dei cdl e la loro “vocazione” deontologica sarà sufficiente a costituire un discrimine positivo ed un argine all’abuso ? (la risposta la tengo per me… ma forse si capisce dalla domanda)

  6. Marco Bianchi scrive:

    Personalmente ho iniziato ad offrire tirocini, anche se allora li chiamavamo ancora stage, nel 1992 e continuo tuttora, con soddisfazione mia ed anche dei miei tirocinanti, molti dei quali (ma è anche e soprattutto merito loro) hanno poi trovato posti di lavoro di assoluta soddisfazione.

    Alcuni commenti / chiarimenti:

    Norme di riferimento: L. 24 giugno 1997 n. 196, D.M. 25 marzo 1998 n. 142.

    Consigli per un/a candidato/a tirocinante:
    - durata minimo sei mesi - ideale un anno se no impari poco o niente;
    - come distinguere un tirocinio buono da uno cattivo?: anche dal rimborso spese - Nelle aziende che lo offrono il rimborso spese il rimborso oscilla tra i 400 ed i 1000 Euro (vedi il sito http://www.repubblicadeglistagisti)
    - assicurati di avere un tutor che abbia veramente tempo e voglia di seguirti.

    Per chi vuole reclutare un/a tirocinante:
    La legge 196/197 chiarisce che i tirocini non implicno un rapporto di lavoro (il tirocinante non matura ferie, permessi ecc) ed il tirocinio può essere risolto in qualsiasi momento (anche dal tirocinante se capisc che non imapara niente e viene usato come bassa manovalanza). Nel 2007 in Italia sono stati attivati più d 50.000 tirocini.

    Da ultimo capisco ma non comprendo lo sfogo di Carla: all’atto dell’iscrizione in Università non ci garantiscono certo che con una Laurea il posto di lavoro è assicurato….

  7. stefania scrive:

    Aziende senza dipendenti é possibile lo stage?
    Il sito de La repubblica degli stagisti ha pubblicato il 16 dicembre 2009 un significativo approfondimento.
    Situazione inverosimile: non c’è una prassi regionale uniforme e questo è lo “stato dell’arte”: ammessa l’attivazione di stage per aziende senza dipendenti in Piemonte, Sicilia, Emilia Romagna, Veneto; esclusa invece nel Lazio, in Lombardia e in Liguria.
    Senza commenti ….

  8. caterina scrive:

    Spettabile Dottor Stern,
    la possibilità di svolgere tirocini formativi per i giovani come me è molto proficua.Io personalmente ne ho approfittato facendomi sei mesi presso lo studio di un consulente del lavoro e quando sarò laureata non vedo l’ora di cominciare la pratica professionale. Non pensa però che i tirocinanti vadino leggermente più tutelati? Non penso all’equiparazione del tirocinio ad un contratto di lavoro di tipo surbonadinato (sarebbe un paradosso) ma all’almeno all’introduzione di norme che impongano al soggetto ospitante il riconoscimento al tirocinante di un rimborso in base magari al beneficio apportato dal medesimo all’attività dell’azienda. o magari poter aver riconosciuto il periodo di tirocinio ai fini di un eventuale contratto successivo di apprendistato. Mi piacerebbe sapere cosa pensa in merito. Grazie.

  9. Paolo Stern scrive:

    i numerosi interventi ritengo siano tutti molto stimolanti ed interessante e pertanto proverò a fornire qualche risposta e qualche opinione.
    partiamo dal commento di andrea (5). non c’è alcun dubbio che ogni strumento possa avere un utilizzo patologico ma in questo caso il rischio è ridotto per due motivi principalmente: la breve durata del periodo di tirocinio e la possibilità che resta sempre al “finto tirocinante” di eccepire la simulazione del contratto. quindi pesando + e - ritengo che qualunque strumento mette in contatto domanda e offerta (questo si vero dramma del mercato del lavoro) sia benemerito.

  10. Paolo Stern scrive:

    caterina ti auguro una laurea al più presto così tu possa entrare nella “grande famiglia dei cdl”.
    non son d’accordo con te però sull’inserimento di vincoli al tirocinio. ne snatureremo il contenuto. insomma un tirocinio è un po’ fare conoscenza, capisco benissimo quello che dice carla (commento 2), ma ribalto la questione: durante lo studio universitario è stata pagata? no, anzi ha pagato rette e tasse. orbene, capisco che sto forzando la situazione, ma se un’azienda ti dice “vieni qui apprendi un po’ di pratica, vediamo quello che vali e le tue potenzialità” direi che abbiamo aperto una bella opportunità. quando esisteva il libretto di lavoro il dramma era il primo timbro. nessuno ti assumeva perchè non avevi mai lavorato. ecco. almeno un tirocinio consentirà di poter cominciare a scrivere un curriculum vitae!

  11. Paolo Stern scrive:

    gianni, no. la risposta al quesito è no. i limiti sono riferiti all’azienda ospitante e non alla proponente (DM 142/98)

  12. Paolo Stern scrive:

    stefania, svolgeno la mia attività professionale a roma e partecipando la consiglio provinciale dell’ordine dei consulenti del lavoro di roma, ho registrato la criticità e verifichiamo le possibilità … sai c’è la campagna elettorale in corso quindi quale momento migliore ?

  13. Paolo Stern scrive:

    grazie a marco bianchi per la sua testimonianza e per la segnalazione dell’utile sito

  14. CMax scrive:

    Il centro Impiego della nostra zona (Menaggio (Co)) promuove da tempo i tirocini. Io credo sia uno strumento di buona qualità per favorire l’incontro tra domanda e offerta nel mondo del lavoro normalmente regolato da procedure e vincoli troppo onerosi per tutti. Il fatto che la categoria dei CDL sia intermediario qualificato per questa operazione è dal mio punto di vista una cosa molto positiva. Per l’aspetto pratico mi resta una domanda per il dr. Stern : “se il compenso è rimborso spese quali ritenute fiscali sconta ??”

    Grazie anticipatamente per la risposta e per l’interessante argomento aperto

  15. stefania scrive:

    Grazie, Paolo se potrai interessarti della questione degli stage presso aziende senza dipendenti a tempo indeterminato
    Al Centro impiego di Roma mi hanno detto che “forse” se un certo numero di Consulenti del lavoro promuovessero un’istanza per “aprire” la situazione …
    Questo mi fa dire che sei la persona giusta al posto giusto !

  16. Paolo Stern scrive:

    caro Cmax per il tramite dei centri per l’impiego è possibile da tempo attivare tirocini formativi.in questo caso il problema spesso è legato ad adempimenti burocratici e lungaggini procedurali. altro elemento di differenza è che nel caso il soggetto promotore sia l’azienda (tirocini presso CPI)la stessa deve farsi carico di una polizza RC per coprire dal punto di vista assicurativo il tirocinante, nel caso dei tirocini CDL tale polizza è già prevista nella convenzione con la Fondazione stessa.
    quanto ai riflessi fiscali intreviene l’art. 50 TU imposte dirette che equipara le indennità, a qualunque titolo erogate, nell’ambito di un percorso formativo a reddito di lavoro dipendente.

  17. Paolo Stern scrive:

    stefania grazie. vediamo quello che si può fare.

  18. marco scrive:

    funzionano. Ho cominciato con un tirocinio di 4 mesi in un ufficio amministrativo, ho lavorato tanto guadagnando poco (€ 500 mese) ma poi mi hanno fatto un contratto a t. Indeterminato. Voglio dire ai ragazzi che leggono questo post di sfruttare questa opportunità. In bocca al lupo a chi cerca lavoro.

  19. Paolo Stern scrive:

    ottima testimonianza marco.

  20. Emanuela scrive:

    Buongiorno, avrei un quesito in merito al trattamento fiscale dei rimborsi spese riconosciuti forfettariamente allo stagista. Suppondendo di erogare la somma di € 500,00 mese come rimborso spese, ai fini fiscali tale somma rientra tra i redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, scontando eventualmente le detrazioni previste, oppure è assoggettata a rinetuta d’acconto nella misura del 20%, e quindi lavoro automono?.. Le chiedo questo perchè leggendo in giro, ho trovato informazioni contrastanti… e confuse. la ringrazio in anticipo.

  21. Paolo Stern scrive:

    cara Emanuela come avevo precisato rispondendo a stefania (comm. 16) la tassazione è quella del lavoro dipendente (scaglioni,detrazioni ecc…)

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